18 Febbraio 2019

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Pacchetto Centro Storico

24-04-2013 - 73,00 KB - Documenti Generici
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Pacchetto Centro Storico
ABBIAMO A CUORE IL CUORE DI PISA

INTRODUZIONE
Appena si pensa ai problemi del Centro Storico vengono subito in mente le parole sicurezza, abusivismo, degrado, trasando, bolgia, movida. Sono sicuramente problemi differenti, che non devono essere confusi, ma se è vero che stanno su piani diversi è pur vero che tali piani si sovrappongono l´un l´altro.

L´agorà intesa come luogo d´incontro, il posto dove andare a fare lo ´struscio´ del tardo pomeriggio o del sabato, il cinema, lo shopping, a Pisa si direbbe la ´vasca´, è stato per decenni individuato nel centro delle città. Questo ha significato botteghe e negozi aperti, gente in giro, città vive, ma da qualche tempo, come ci dicono importanti studi di sociologia, la configurazione dei centri storici sta cambiando rispetto alla presenza di attività economiche, culturali, lavorative, e ciò è da attribuirsi alla modificazione degli stili di vita, al cambiamento delle condotte di consumo, alla diversificazione delle offerte date da una maggior concorrenza e dallo sviluppo della grande distribuzione.
Assistiamo al fatto che il centro commerciale sta gradualmente sostituendosi, nel ruolo di agorà, al centro storico, dove poco alla volta chiudono i negozi di vicinato, si riducono i servizi, i residenti fuggono via, si spengono i lampioni e le strade divengono ospizio di balordi.
E´ ciò che sta accadendo anche a Pisa, con l´aggravante del fenomeno movida. Chiude la bottega ed apre un pub, al posto della panetteria una paninoteca, al posto del macellaio un discobar e così si stravolge il tessuto sociale della città. Il centro è sempre meno il posto dove vivere e dove fare shopping e sempre più una zona dove andare per locali; nella piazzetta non c´è più la nonna con la carrozzina ma uno spacciatore; ci sono sempre meno bambini che giocano nel verde pubblico, sostituiti da un tappeto di cocci di bottiglie. Il centro è sempre meno l´agorà e se ci fermiamo a riflettere è facile spiegarsi il perché. Le persone che decidono di uscire per fare acquisti, andare al cinema, o semplicemente darsi appuntamento ad un bar, magari restando fuori anche per la cena, cercano fondamentalmente un luogo sicuro, pulito e facilmente raggiungibile in auto. Tutto queste condizioni le si trovano sempre di più al centro commerciale e sempre meno nel centro della città. Il centro - in particolare quello di Pisa - è sempre più sporco, sempre meno sicuro e sempre più difficoltoso da raggiungere, con pochi parcheggi e costosi e perciò è normale che venga preferito il centro commerciale, costantemente pulito da personale addetto e sorvegliato dalla vigilanza privata, con comodi e gratuiti parcheggi.
Noi vorremmo che il centro storico della nostra città tornasse ad essere un luogo elegante, fatto di locali, negozi e botteghe che si armonizzano per tipologia, offerta e qualità con le caratteristiche del contesto storico-culturale nel quale si trovano, mirando alla professionalità, alla qualità e specificità dell´offerta commerciale, con particolare attenzione alle produzioni tipiche e artigianali, attingendo all´immenso patrimonio agroalimentare e artigianale della nostra terra e, nello specifico, dell´identità pisana.
In poche parole l´esatto contrario di quello che sta avvenendo. Non si rivalutano, infatti, le tradizioni locali e l´identità culturale di una città, le tipicità, trasformando le feste storiche e tradizionali in bolgia e degenero, facendo scorrere fiumi di birra e pipì nei vicoli del centro, per l´amministrazione uscente ogni ricorrenza è stata buona per promuovere la confusione e la Festa è così divenuta una ottima occasione per una sonora sbornia collettiva.

CAPITOLO I - Movida e caos notturno

Da qualche anno il centro di Pisa è diventato teatro della così detta movida, con il conseguente dibattito tra chi chiede regole che consentano di arginare il caos notturno e chi vorrebbe avere una situazione quanto meno regolata, così da poter trarre il massimo vantaggio da tale situazione.
Noi abbiamo il dovere di trovare la sintesi tra interessi e richieste differenti, dobbiamo costruire un equilibrio tra chi legittimamente e rispettando le regole vuole lavorare in centro e chi vuole viverci e soprattutto dormirci.
Per questo pensiamo che un centro storico importante come il nostro debba essere tutelato e difeso dall´assalto di chi vorrebbe venirci qualche ora alla settimana, fare tutto ciò che ha voglia di fare, all´ora che gli pare, disinteressandosi del fatto che i suoi comportamenti possano creare enorme disagio e disturbo a molti.
Il nostro centro cittadino ogni fine settimana e per vari mesi l´anno, tutte le sere, viene violentato da orde di gente che non rispettano la nostra città, visto che non hanno remora alcuna ad imbrattarla e insudiciarla; viene violentato da decine di locali volgari, che molto spesso non sono altro che ripostigli e ai quali l´attuale amministrazione ha consentito di divenire locali pubblici, ovvero aperti al pubblico; ogni notte è violentato da chi viene a Pisa come se montasse su un treno, ci sta per qualche ora, la insudicia, la sciupa e se ne riparte.
Riteniamo che la maggior parte dei negozianti e dei ristoratori siano una ricchezza e una risorsa per la città ma, altrettanto, che alcuni locali notturni del centro siano molto spesso un problema! E allora se è vero che i negozianti, continuando a rimanere aperti anche nel centro della città, spesso con grandi sacrifici, contribuiscono con il loro lavoro e le loro attività a mantenere in vita il centro, è altrettanto vero che buona parte dei locali notturni creano una mole incredibile di inquinamenti, oltretutto, onerosissimi il cui costo ricade sulle spalle di tutti.
Pertanto riteniamo giusto incentivare e tutelare il lavoro dei negozianti, dei ristoratori e degli albergatori del centro storico, ma altrettanto riteniamo necessario limitare l´attività dei locali notturni, disincentivando la nascita di nuovi: perché dovendo scegliere se tutelare il diritto di chi vuol stare sveglio sotto la casa altrui e il diritto di chi vuol dormire in casa propria, vogliamo fare una scelta netta, assumendocene la responsabilità.
I dati dell´ultimo recente censimento, ancora una volta, testimoniano che stiamo assistendo a una diminuzione della popolazione residente nel centro storico e siamo convinti che ciò dipenda anche dal fatto che vivere nel centro è diventato sempre più oneroso, oltre che dal punto di vista economico, anche a causa di servizi carenti, del diffuso degrado e di una forte percezione di insicurezza.
Si è instaurato, cioè, quel meccanismo a spirale di cui parlavamo sopra e in cui ormai è difficile distinguere l´origine e la causa: lo spopolamento del centro porta danno alle attività commerciali diurne, già impegnate a far fronte a una crisi economica più ampia e alle modificazione della tipologia dei consumi, alcune delle quali chiuderanno. Chiudendo le attività vi sarà una diminuzione dei servizi e l´aumento delle difficoltà per i residenti. I fondi commerciali lasciati liberi vengono così adibiti a locali notturni che, affliggendo le notti dei residenti, li invoglieranno ad abbandonare la città, provocando un ulteriore diminuzione di coloro che spenderanno nei locali diurni, aumento del degrado, aumento dell´illegalità, che spingeranno le persone ad abbandonare il centro per andare a vivere per lo più nei comuni limitrofi. E così via.....
Noi vogliamo mettere un freno a questo fenomeno e ci impegneremo affinché ogni intervento, ordinanza o provvedimento segua un progetto di città complessivo, nel quale il centro storico sia un posto dove si possa anche riposare e non un´arena illuminata nella quale trascorrere qualche ora la settimana in libertà. Vogliamo, infatti, tutelare chi ha scelto di vivere in questa città, che significa tutelare chi vuole dormire a casa propria e non sopporta più di trascorrere notti insonni, portoni riempiti di vomito, vicoli e marciapiedi inondati di urina, scritte sui muri, concerti e tamburi sino all´alba, risse tra bande di spacciatori e macchine in terza fila.


LE PROPOSTE DI NOI ADESSO PIS@

1 - Ridisegnare i confini delle ex circoscrizioni - CTP
Qual è il Centro Storico? In realtà manca anche una delimitazione formale del Centro Storico e poiché, per tutto quanto detto, Noi pensiamo che il centro storico debba essere considerato come un unico quartiere, riteniamo che si debba formalizzare tale stato, anche al fine di individuare proposte specifiche.
 Prevediamo di Istituire un CTP (Consiglio territoriale di partecipazione) unico per il Centro Storico, attualmente diviso tra CTP 4 per mezzogiorno e CTP 6 per tramontana. Il territorio di tale CTP servirà anche all´esatta definizione territoriale del Centro Storico.

2 - Assessorato al Centro Storico
Non aver individuato un interlocutore certo rispetto alle problematiche del centro storico, sottovalutandone le sofferenze, in larga parte disinteressandosi delle stesse, ha aggravato la situazioni.
 Prevediamo di creare una specifica delega al "centro storico" che si raccorderà con i rispettivi assessori di riferimento per le tematiche di Ambiente, Decoro e Sicurezza.

3- Approvazione Regolamento Comunale per la disciplina delle attività rumorose
La normativa nazionale e regionale impone che un Comune debba dotarsi di un regolamento che disciplini le attività rumorose ma l´attuale amministrazione pisana non lo ha mai realizzato perché non ha mai avuto il coraggio di prendere posizioni per non affrontare il rischio di scontentare qualcuno. E come sempre succede laddove non ci sono regole prolifera il disordine, la confusione e il malessere.
 Noi ci impegneremo a redigere un Regolamento acustico serio ed efficace entro il primo anno di mandato, partendo dal convincimento che "tra la Movida e il riposo dei cittadini" scegliamo di rispettare quest´ultimo.

4- Pisa città della Quiete
Le notti pisane hanno raggiunto livelli di trasando e bolgia non più tollerabili, ragion per cui, a nostro avviso, dovremo dare soluzioni forti.
Il termine "Città Quiete" non significa silenziosa, ma assume il significato di lenta, a misura d´uomo, elegante, fruibile, armonica. Pisa Città Quiete fa rima con bicicletta, passeggio, chitarra, violino, pianoforte; fa rima con San Matteo, Lanfranchi, la Spina, con la Sala delle Baleari, la Chiesa di San Vito e l´affresco di San Ranieri; fa rima con La Cittadella, il Giardino Scotto, il viale delle Piagge, luoghi di passeggio accessibili anche la sera, con il teatro all´aperto e con i laboratori artistici.
Città Quiete significa una città diversa da quella in cui ci siamo ritrovati e nella quale sprofondiamo ogni notte tra musica assordante e bonghi che tambureggiamo in ogni piazza. Città Quiete significa poter cenare con gli amici o prendersi una cosa da bere al fresco della sera conversando e scherzando liberamente senza dovere urlare per sovrastare ciò che chiamano "musica di sottofondo" mentre in realtà è soltanto rumore.
La nostra Città Quiete non è una dichiarazione di guerra alla musica, ma al rumore, perché la musica ti fa sussurrare, non ti obbliga a urlare per sentirsi. E non è una differenza da poco!
Sogniamo una Pisa con arpe e violini di fronte ai locali del centro, con qualche tavolino illuminato a luce di candela, concerti di pianoforte e di chitarra classica al Giardino Scotto e alla Cittadella, ci immaginiamo Pisa come tempio della musica, che dichiara guerra al rumore e restituisce il suo centro a chi ha fatto la scommessa di viverci. Pisa per noi è un bene comune da proteggere e valorizzare per la sua immensa ricchezza storica, artistica e culturale.
Con il nostro progetto di Pisa Città Quiete proponiamo, come sperimentazione di almeno un anno:
 Divieto nel Centro Storico di fare musica all´aperto se amplificata elettricamente e con le percussioni;
 Divieto di porre all´esterno dei locali del Centro Storico le casse di amplificazione.
 Promozione del marchio Pisa Città Quiete - quello della Citta Quiete potrebbe diventare un vero e proprio brand turistico, così come per altre esperienze lo è stato la Città Slow.

5 - Decentramento del divertimento notturno e delle iniziative in genere
E´ necessario decongestionare i luoghi di divertimento e di aggregazione attualmente concentrati nel Centro Storico che, per la sua conformazione urbanistica fatta di piazze chiuse e vicoletti, non può più reggere una quantità di iniziative, macchine, traffico, gente e rumore, come si è visto in questi ultimi anni.
Siamo convinti che si debba favorire il decentramento del divertimento notturno, creando spazi alternativi e più idonei rispetto al centro storico.
Deve essere, comunque, assolutamente chiaro che con ciò non si intende creare delle discoteche a cielo aperto e neppure spazi non gestiti in altri luoghi - come invece ha erroneamente fatto quest´ultima amministrazione, trasformando la Cittadella in una arena per concerti.
Per promuovere il decentramento del divertimento le nostre proposte sono:
 Dare in concessione attraverso bando pubblico ad enti, associazioni e privati i parchi pubblici e le aree urbane di particolare interesse, mutuando il modello degli stabilimenti balneari: aree pubbliche, gestite da privati, i quali pagano una canone per la concessione, secondo le regole stabilite dal pubblico.
 Favorire lo sviluppo della sponda di Tramontana dell´Arno nella zona Ponte delle Bocchette, per la quale vi è già un progetto.
 Favorire lo sviluppo di attività ricreative, locali notturni e di intrattenimento lungo il Canale dei Navicelli, attraverso una previsione di fiscalità locale avvantaggiata, così andando anche verso una riqualificazione di quelle zone che, come noto, soffrono di altri problemi.
 Sempre con l´intendimento di decongestionare il centro riteniamo opportuno spostare nei loggiati della stazione e in Piazza Vittorio Emanuele, in via sperimentale per un anno, le iniziative previste nei loggiati di Banchi, anche in questo caso favorendo una riqualificazione di quelle zone rispetto ad altri problemi.
 Rendere i suddetti luoghi facilmente raggiungibili mediante mezzi pubblici integrando e rendendo più funzionale gli orari e la rete di trasporto urbano.

6 - Aree per Grandi Eventi
Si ritiene comunque che una città come Pisa, tipicamente a vocazione turistica e frequentata da molti giovani, debba individuare nel proprio territorio delle aree idonee per iniziative come concerti e festival ed eventi di grande richiamo di pubblico. Tali aree devono avere una buona viabilità di accesso ed una buona ricettività di parcheggio ed essere magari raggiungibili con i mezzi pubblici.
 Proponiamo una riqualificazione e miglior utilizzo dell´area già presente nella zona di Ospedaletto.
 Pensiamo, inoltre, al Litorale anche come occasione per dare continuità allo sviluppo turistico nei periodi di bassa stagione e prevediamo di organizzare un festival culturale sul litorale per il periodo estivo.
 Vogliamo verificare la fattibilità di un´area concerti e divertimento nella zona di Tombolo - nell´area limitrofa alla Stazione Ferroviaria. Tale area sarebbe, infatti, raggiungibile anche in treno e, anche in questo caso, la previsione di una serie di iniziative in tale zona avrebbe anche l´effetto di dare sollievo alle problematiche che sconvolgono quella zona.
 Verificare con l´Ente Parco la possibilità di utilizzare quella fantastica cornice che è il parco di S. Rossore per eventi ed iniziative di elevata qualità.

7- Bandi annuali e graduatoria per gli Artisti di Strada
Attualmente esiste un Regolamento Comunale per la Valorizzazione delle espressioni artistiche di Strada che, per intendersi, dovrebbe fornire delle regole per la realizzazione di esibizioni musicali, madonnari, giocolieri, statue umane, e quanto altro assimilabile a manifestazioni artistiche di vario genere.
Riteniamo che le manifestazioni di artisti di strada costituiscono occasioni di socializzazione e di scambio culturale, oltre che essere una forma di animazione degli spazi urbani e opportunità per dare visibilità a giovani artisti emergenti anche locali, per questo vogliamo promuoverne l´espressione e la visibilità, ma con delle regole, ponendo fine a ciò che avviene adesso e cioè alle improvvisazioni artistiche in spazi, orari, modalità e tempi non idonei.
 Noi, sul modello di quanto avviene a Parigi e in molte altre città europee, nonché italiane, intendiamo integrare l´attuale regolamento comunale con dei bandi annuali per l´assegnazione di spazi specifici al fine di costruire una graduatoria in base all´offerta artistica e alla compatibilità con l´area individuata tra cui inseriremo: Piazza della Stazione (zona limitrofa alla fontana); piazza Vittorio Emanuele; piazza Cavallotti; piazza Dante; piazzale SMS; piazza Manin; Mercato di Via Paparelli; Area Leopolda; piazza Martiri della Libertà.

8 - Modifica e Razionalizzazione delle classi della TARES (Approvato per Bilancio 2013)
Come già sottolineato, stiamo assistendo a un centro storico che si è sempre più trasformato in un luogo di divertimento notturno. Stanno scomparendo i negozi di vicinato e il commercio diurno è ormai soffocato dal proliferare di pub e mini discoteche, tutte attività che traggono i maggiori ricavi dal cosiddetto fenomeno Movida.
Riteniamo che l´amministrazione comunale debba usare la leva fiscale e il costo dei servizi comunali come strumento per dare un segnale di riordino del Centro Storico incentivando alcuni tipi di attività commerciali e disincentivandone altri.
Per questo, come abbiamo proposto con nostro ordine del giorno approvato nella discussione del Bilancio Preventivo 2013 Noi procederemo a:
 Modificare e razionalizzare le classi della TARES (ex TARSU) per le utenze non domestiche uniformando le classi di appartenenza e rimodulando differentemente le tariffe, rispetto alla confusione gestionale che ha caratterizzato questi anni.
 Incentivare i piccoli negozi, le botteghe, gli ortolani, le pescherie, i fornai, i fiorai, i ristoranti, gli alberghi, che con le loro attività mantengono un tessuto commerciale a misura d´uomo e tengono in vita i quartieri cittadini ed in particolare il centro storico, al contempo disincentivando, o quantomeno chiedendo di più in termini di costo del servizio TARES, a pub, birrerie, paninoteche, hamburgherie, bar e caffè se aperti nel dopocena.
 Promuovere, anche alla luce di quanto stabilito dalla legge che prevede che "il Comune deve commisurare la tassa di smaltimento in base a qualità e quantità medie per unità di superficie imponibile dei rifiuti solidi urbani producibili nei locali per il tipo di uso e al costo dello smaltimento", una suddivisione delle classi TARES che vada nel senso di quanto detto. 1 - Una unica classe per pub, birrerie, hamburgherie, discoteche, night club, bar e caffè se aperti nel dopocena con una tariffa di € 15,35/mq;
2 - Una unica classe per ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie con una tariffa € 10,00/mq;
3 - Una unica classe per ortofrutta, pescherie, fiori e piante, macellerie, salumi e formaggi, generi alimentari, pane e pasta (i quali producono per lo più rifiuti organici facilmente smaltibili) con una tariffa di € 3,50/mq.
4 - Una unica classe per ipermercati di generi misti, supermercati, commercio ingrosso generi misti con una tariffa di € 10,00/mq.

Tanto per dare una idea la situazione attuale è la seguente.
La tariffazione attuale per le utenze non domestiche è divisa in classi a secondo del tipo di attività e ad ogni classe è applicata una tariffa in euro al metro quadrato. Tale suddivisione è fatta in maniera inspiegabile, irrazionale, confusionaria, immotivata e senza un progetto di fondo, basti pensare che nella classe 22 che paga 15,35 €/mq sono inseriti ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub e nella classe 23 che paga 10,62 €/mq (ben il 30% in meno) sono inseriti mense, birrerie, hamburgherie. Nella classe 24 che paga 13,79 €/mq sono inseriti bar, caffè, pasticcerie, mentre discoteche e night club si trovano nella classe 30, la quale ha una tariffazione di 3,90 €/mq. Ne viene fuori un quadro disastroso, nel quale le birrerie pagano il 30% in meno dei pub (qual è la differenza, ma soprattutto il motivo) e dei ristoranti ed una cifra ancora diversa dai bar; i ristoranti e le trattorie si trovano a dover pagare il 30% in più di birrerie ed hamburgherie ed il 75% in più delle discoteche, ottenendo, così, l´esatto contrario, a proposito di incentivare alcune attività, anziché altre, di quanto noi riteniamo giusto. Ma non è finita, gli ipermercati di generi misti che molto probabilmente si troveranno nelle zone periferiche della città e produrranno grandi quantità e volumi di cartoni, imballaggi, plastiche e quant´altro sono inseriti nella classe 28 a 4,52 €/mq, i supermercati si trovano nella classe 25 a 6,24€/mq, mentre i negozi di ortofrutta, le pescherie ed i fiorai, che molto probabilmente saranno presenti in centro - contribuendo con la loro presenza a mantenere vivo il tessuto sociale e commerciale cittadino - e che produrranno magari immondizia maleodorante (le pescherie) ma quasi esclusivamente organica e quindi facilmente smaltibile, sono nella classe 27 a 15,29 €/mq (ovvero pagano il 70% in più degli ipermercati), ottenendo ancora una volta il risultato esattamente contrario - in termini di sostenere alcune attività, piuttosto che altre - di quello che secondo noi deve essere perseguito.

In questo modo, con la ridistribuzione della tariffazione, si dovrebbe addirittura un incremento delle entrate.

9 - Limite alla concessione del suolo pubblico
La situazione del centro cittadino è degenerata anche e soprattutto per l´incontrollata e selvaggia nascita di nuovi locali notturni, la maggior parte dei quali non sono altro che semplici ripostigli o cantine, sprovviste di servizi igienici e spesso talmente piccoli che non essendo possibile la consumazione al loro interno, di fatto si sviluppano all´esterno, invadendo strade, vicoli e piazzette, con tavolini, ombrelloni e sedie che dilagano per metrature eccessive e quasi mai autorizzate, o ancor peggio fungendo da meri distributori di alcool, che poi viene consumato in strada. La loro funzione non è certo quella di un pub, o di una vineria, ovvero di un locale dove si entra ci si siede e si passa la serata, ma quella di un distributore di bevande da consumarsi sui marciapiedi e nelle strade esterne.
Le conseguenze sono disastrose perché un locale dove si distribuisce merce che poi viene consumata in strada, ha la conseguenza che quei soliti bicchieri, bottiglie, lattine, carte, tovaglioli, verranno presumibilmente abbandonati e gettati in terra, o nella migliore delle ipotesi nei cestini, creando comunque un aggravio consistente per la pulizia pubblica.
Non solo, chi consuma bevande è probabile che abbia bisogno poi di un bagno, ma se quel locale è soltanto un distributore di bevande e pertanto non prevede la consumazione al proprio interno, molto spesso non ha i bagni, o se li ha, non sono a norma, o non sono utilizzabili perché ridotti a magazzino o guasti, e comunque i propri avventori consumando poi in strada non se ne serviranno, con la conseguenza che al bisogno non potranno far altro che utilizzare i vicoli e gli androni dei portoni!!! Proponiamo che:
 l´occupazione del suolo pubblico venga autorizzata solo a locali dotati di servizi igienici idonei.
 L´occupazione del suolo pubblico venga autorizzata solo a locali la cui superficie interna di somministrazione sia almeno 20 mq.
 Prevedere una tariffa COSAP (suolo pubblico) alta nel centro storico, agevolata in altre zone (Stazione, Sponde dell´Arno Ponte Bocchette, Litorale, Canale dei Navicelli,), al fine di favorire il decentramento dei locali.


CAPITOLO II - ZTL VIABILITA´ PARCHEGGI

Riteniamo che la ZTL rappresenti una conquista di modernità e di civiltà e come tale per noi il suo mantenimento rimane un punto fermo, seppur riteniamo necessario modificarne alcuni aspetti, ivi compresa la possibilità di intervenire limitandone la portata sulla parte di mezzogiorno.
Al contempo al fine di migliorare la vivibilità della città e contemporaneamente tutelare lo sviluppo del commercio, del turismo e di altre iniziative preferibilmente a carattere culturale, si ritiene che il mantenimento della ZtL debba essere accompagnato da ulteriori interventi riguardanti traffico, viabilità, trasporto pubblico e parcheggi.
Pensiamo quindi che il centro di Pisa debba essere a traffico limitato, ma pensiamo che si debba creare una situazione nuova, nella quale, PUR NON POTENDO CIROLARE NEL CENTRO, si possa arrivare in centro, ai limiti o appena dentro la ZTL, con l´auto e lì poter parcheggiare.


LE PROPOSTE DI NOI ADESSO PIS@

1- Individuare parcheggi a ridosso o appena dentro alla ZTL:

Per quanto riguarda la parte di Mezzogiorno, quartieri di S. Martino e S. Antonio:
 lavoreremo al fine di riutilizzare l´area parcheggio alla base del Bastione S. Gallo che si estende dietro a tutta Via Bovio e per rendere fruibile tale parcheggio si prevede di arretrare la telecamera da Piazza Toniolo all´inizio di Via Ceci.
 Lavoreremo per adibire a parcheggio parte dell´area attualmente inutilizzata del vecchio distretto militare stipulando un contratto/convenzione tra il ministero della difesa e Pisamo con uscita pedonale in Piazza San Martino. Quando verrà realizzato tale parcheggio si prevede di arretrare la telecamera in Via S. Martino fino all´altezza di Via Giordano Bruno modificando il senso di marcia di alcune strade della zona.
 Per quanto riguarda la parte di Tramontana, quartieri di S. Francesco e S. Maria:
 Lavoreremo per adibire a parcheggio pubblico - attualmente è riservato all´università - il grande parcheggio Mazzarosa già esistente in via Volta.
 Valuteremo la possibilità di stipulare una convenzione con la Regione per adibire a parcheggio l´area interna del Diritto allo Studio ed altre aree locali potenzialmente idonee al parcheggio.
 Valuteremo la possibilità di stipulare una convenzione con l´Università al fine di adibire a parcheggio l´area in Via Filiberto.
 Valuteremo la possibilità di creare nuove aree parcheggio in Via Zamenhof (l´area dietro le Gondole che era sede della ASL);
 Valuteremo la possibilità di creare nuove aree parcheggio in una parte dell´area adibita a verde pubblico in Via delle Trincere.

2 - Incentivare l´uso della bicicletta

Siamo convinti che puntare sulla mobilità ciclabile costituisca una vera rivoluzione che una città come Pisa può e deve promuovere. L´uso della bicicletta è un comportamento che va incentivato perché economico, salutare ed ecologico, perché orientato alla tutela dell´ambiente e al miglioramento della qualità dell´aria e di una più generale qualità della vita nelle aree urbane. Il tema dei trasporti e viabilità è strettamente correlato al concetto di igiene di vita e oggi giorno sta diventando sempre più un imperativo da perseguire e dal quale non possiamo sottrarci.
Questo è ancor più valido e perseguibile per una città come Pisa che ha un´elevata presenza di giovani studenti che tipicamente possono, e a volte vogliono, utilizzare la bicicletta come mezzo principale di spostamento, e come loro anche molti altri cittadini a cui però bisogna offrire adeguati servizi per rendere possibile tutto questo.
Pisa, per la sua conformazione urbanistica e per la sua posizione geografica, ha il grande vantaggio di poter accogliere questa sfida ma è necessario inserire un progetto di mobilità ciclabile all´interno di un più ampio progetto di viabilità.

 Realizzare percorsi ciclabili che colleghino le zone periferiche al centro città;
 Rendere fruibili e ben mantenute le ciclabili già esistenti;
 Collegare le piste ciclabili affinché diventino dei reali percorsi alternativi;
 Creare parcheggi coperti e custoditi (bike parking) nella zona limitrofa alla stazione e in altre zone strategiche della città.
 Incentivare lo sviluppo della mobilità ciclabile si colloca in una visione ancor più ampia che non riguarda solo la viabilità nel centro storico ma vuole essere anche un modo per trovare connessioni e integrazioni con altri settori che diano un nuovo impulso allo sviluppo economico, per questo in altra parte del programma è previsto uno specifico punto su Percorsi Cicloturistici.


3 - PASS e autorizzazioni per la ZtL
Se ZtL significa zona a traffico limitato, si ritiene che a Pisa finora ne è stato travisato il senso poiché, concedendo un numero eccessivo di permessi e autorizzazioni alla circolazione e alla sosta, per di più a carissimo prezzo, la ZtL è diventata un´occasione per avere dei lauti introiti e non più, come invece dovrebbe essere, una scelta di civiltà che vuole tutelare il patrimonio artistico del centro storico, l´estetica del contesto urbano e la qualità della vita dei cittadini.
Proprio con l´idea di ridare al centro storico il suo ruolo di agorà, ovvero di un posto di alto impatto estetico in cui poter passeggiare, senza dover fare lo slalom tra auto in sosta e respirare gli scarichi di anidride carbonica, riteniamo che sia necessario limitare il più possibile il traffico all´interno della ZtL e ciò potrà avvenire solo attraverso la modificazione del sistema di concessione dei permessi. Tra l´altro, il centro storico, per la sua conformazione specifica, ha ovviamente una recettività limitata e non modificabile rispetto alla quantità di auto che vi possono circolare e ai posti disponibili per parcheggiare, tanto che troppo spesso, nonostante il possesso dei permessi, è difficile parcheggiare. Per contro, riteniamo doveroso mettere a punto delle iniziative che agevolino la fruibilità del centro da parte di persone più svantaggiate rispetto alla possibilità di muoversi e di utilizzare i mezzi pubblici, come possono essere le persone anziane, le donne in gravidanza, le famiglie con bambini piccoli, e i disabili.
 Tutte le richieste di permessi avanzate da enti, associazioni, fondazioni, società, aziende, organizzazioni varie, devono essere firmate dal legale rappresentante.
 Limitare la concessione di permessi per Domiciliati: nell´ambito dell´alloggio indicato dal dimorante non devono essere stati rilasciati altri permessi.
 Rivedere il sistema delle autorizzazioni temporanee per scarico - carico merci.
 Rilasciare un numero di permessi temporanei per l´ingresso in ZTL alle donne in gravidanza.
 Rilasciare un numero di permessi temporanei per l´ingresso in ZTL a nucleo familiare finalizzati alle visite da parte di parenti o amici.

4 - Viabilità

Si ritiene che per migliorare la viabilità nel centro storico e nelle zone limitrofe di accesso siano necessari piccoli accorgimenti che possono, però, produrre grandi risultati.
 Realizzazione di un sistema di indirizzamento ai parcheggi su strada per le zone limitrofe e interne alla ZtL in modo che l´automobilista conosca la disponibilità di posti liberi nel parcheggio senza necessariamente dover attraversare il centro perdendo tempo e aumentando traffico e disagi.
 Evidenziare l´ingresso alla ZtL con un segnale luminoso, grande e chiaro, che indichi se la ZtL è attiva (come è d´estate sui lungarni) poiché gli attuali cartelli sono troppo piccoli, confusi e scritti solo in italiano.
 Vietare la circolazione e la sosta prolungata a veicoli ingombranti, inclusi gli autocaravan, prevedendo per eventuali esigenze straordinarie deroghe rilasciate esclusivamente dalla Polizia Municipale.
 Vietare nelle aree pedonali il transito anche delle biciclette.
 Prevedere nella ZtL che pedoni e biciclette abbiano il diritto di precedenza sui veicoli.
 Prevedere percorsi pedonali limitrofi ai parcheggi e alle fermate dei bus navetta, al fine di agevolare il raggiungimento del centro a piedi.
 Prevedere una modifica della viabilità di alcune strade all´interno della ZtL al fine di agevolare, per chi in possesso di pass, il passaggio tra i due quartieri di S. Antonio e S. Martino per Mezzogiorno, e tra S. Francesco e S. Maria per Tramontana. Alcuni esempi: Da Via C. Maffi ingresso in Via Fedeli solo per residenti; Da P.ta S. Zeno ingresso in Via Buonarroti a doppio senso per tutti; in Via S. Bibbiena possibilità di uscita per i residenti.
 Per il quartiere di S. Maria, in vista della pedonalizzazione dell´area limitrofa a Piazza del Duomo, sarà necessario ripensare a tutta la viabilità della zona invertendo il senso di marcia di alcune strade: ingresso da lungarno in Via S. Maria con telecamera all´altezza di Via Volta, invertire il senso di marcia di Via Curtatone e Montanara che diventa strada in uscita dalla ZtL ed anche nel primo tratto di Via Roma. ..


5 - Trasporto Pubblico

 Dotare il servizio di trasporto pubblico di mezzi più idonei al centro storico sia per scarichi che per dimensioni che significa divieto di transito di bus di grandi dimensioni.
 Prevedere nel tempo l´accesso al centro storico soltanto di autobus elettrici.
 Istituire navette elettriche e/o di ridotte dimensioni per la percorribilità nel Centro Storico.
 Rivedere il sistema dei percorsi di linee urbane, la numerazione, i cartelli esplicativi presso la fermata del pullman (spesso incomprensibili anche agli stessi residenti e tali, a maggior ragione, a turisti italiani o stranieri).
 Rendere più fruibili le fermate del pullman prevedendo, dove possibile, pensiline e panchine.
 Rendere gratuiti i parcheggi di scambio in connessione con l´abbonamento al trasporto pubblico locale.
 Migliorare il trasporto pubblico di collegamento tra centro storico e le zone periferiche.


CAPITOLO III - Area Pedonale - Questione S. Maria - Piazza dei Cavalieri - Piazza del Duomo
Concependo così la viabilità nel centro storico, con il nuovo sistema di parcheggi e soprattutto con un uso più razionale e civile della ZTL, non si prospetta la necessità di pedonalizzare aree vaste del centro storico seppur riteniamo sia giusto prevedere delle zone di pedonalizzazione in alcuni scorci della città dove l´assenza di auto, in sosta o in circolazione, possa garantire una scenografia che renda merito all´estetica di palazzi o piazzette.
Pensiamo quindi all´area del Duomo e a Piazza dei Cavalieri consapevoli comunque che si debba trovare una sintesi tra le esigenze dei residenti che vogliono continuare a poter raggiungere le proprie abitazioni con l´automobile ed il fatto che le Piazze pisane più belle e più visitate del mondo debbano avere una zona di rispetto, all´interno della quale non sia possibile circolare in auto.
 Pedonalizzare l´area del complesso monumentale di piazza dei Miracoli e zone limitrofe: da Piazza Cavallotti a Piazza del Duomo fino a una parziale chiusura di Piazza dell´Arcivescovato.
 In un immediato futuro si riterrà opportuno avviare anche la pedonalizzare di Piazza dei Cavalieri.

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